La Bioarchitettura

 La bioarchitettura rappresenta una delle tematiche centrali del dibattito architettonico contemporaneo, ma cosa si intende di preciso con questo termine?
 
“L’architettura è l’arte di modificare, comporre, plasmare, organizzare l’ambiente che ci circonda; solo una nuova consapevolezza è in grado di aiutarci a vincere la sfida contro i cambiamenti climatici. Lo sviluppo sostenibile permetterà alle generazioni future di perdurare nello sviluppo, preservando la qualità e la quantità delle risorse naturali.”
 
Fino a un centinaio di anni fa i materiali da costruzione erano tutti “naturali”: legno, pietra, terra cruda o cotta e mattoni formavano la maggior parte delle abitazioni. Questo perchè i materiali venivano reperiti e lavorati sul luogo, insomma il panorama delle costruzioni tradizionali è caratterizzata da uso di materiali a chilometro zero e accorgimenti legati al corretto sfruttamento degli orientamenti, degli apporti solari gratuiti, della ventilazione,… Alcuni esempi in questo senso di bioarchitettura ante litteram sono i Sassi di Matera, i Trulli di Alberobello, i Nuraghi sardi.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la necessità di ricostruire velocemente a seguito dei bombardamenti ha prodotto un’edificazione su larga scala, avvenuta, in genere, con l’intento di garantire ambienti salubri per tutti, facendo spesso riferimento alla cultura architettonica razionalista, che negli anni Venti e Trenta aveva stabilito standard di qualità, spazio e igiene che rappresentano una vera conquista sociale del nostro secolo.

E’ stata proprio quella stessa cultura a porre per prima l’accento sulla necessità dell’inserimento del verde nelle città.

Oggi la bioarchitettura propone semplicemente di riconsiderare le tecniche, i materiali e le ragioni che fanno da sempre parte della tradizione del costruire.