Gli errori più frequenti...

Nel panorama edilizio italiano la casa ecologica è ancora una rarità: nel nostro paese le abitazioni consumano circa 150 KW/h ogni mq per un anno, mentre una casa ecologica dovrebbe consumare meno di 50 KW/h.

Il riscaldamento, nella maggioranza dei casi, viene affidato alla combustione di gas, di petrolio e, meno frequentemente, di combustibili fossili.

Naturalmente è inutile sottolineare in questa sede come la combustione di questi elementi, con livelli e modalità diverse, generi inquinamento ed aumenti notevolmente il tasso di anidride carbonica.

Per il momento non sembra ci siano alternative valide ai sistemi tradizionali e, in attesa di processi energetici alternativi, si punta ad un contenimento degli sprechi, all’uso di combustibili puliti (che possono essere visti come il minore dei mali), e ancora all’ottimizzazione del processo termico.

In futuro diventerà necessario limitare al massimo le dispersioni termiche.

Il raffreddamento nelle stagioni calde è una esigenza sentita particolarmente nei grandi agglomerati metropolitani.

Il crescente inquinamento, l’effetto “di accumulazione” di strade asfaltate e manufatti edilizi, il traffico automobilistico, particolari stili di vita e di lavoro, nonché l’impoverimento di aree verdi determinano un uso crescente di climatizzatori e condizionatori d’aria.

Al fine di limitare notevolmente questo fenomeno è utile sottolineare che, per una legge termica, tanta aria fresca viene immessa nelle nostre case, tanta aria surriscaldata viene espulsa all’esterno. Questo fenomeno (anche se in misura limitata) contribuisce ad aumentare la temperatura dei centri abitati creando in un certo senso un circolo vizioso.

La percentuale di assorbimento che viene devoluta all’illuminazione fortunatamente è in progressiva e graduale diminuzione.
Le lampade ad alta efficienza come quelle fluorescenti, ai vapori di sodio, alogenuri metallici, e a led, coniugate con una distribuzione intelligente dei punti luce abbassa le quote di consumo.

Insieme all’utilizzo di lampade a basso assorbimento andrebbero anche adottate altre piccole attenzioni come schiarire la coloritura di pareti e soffitti al fine di ottimizzare l’illuminazione naturale, utilizzare superfici riflettenti come specchi o materiali a finitura lucida, disporre le fonti di illuminazione adeguatamente ai punti di utilizzo, predisporre timer o sensori di passaggio per le zone in cui si richieda una illuminazione temporanea, utilizzare cellule crepuscolari per l’attivazione oppure la disattivazione dell’illuminazione esterna.

Un ottimo deterrente agli sprechi energetici potrebbe essere l’apposizione, in un punto ben visibile dell’abitazione, di un display che evidenzi l’assorbimento in tempo reale.

Sembra poco ma oggi sono divenuti molti gli utilizzatori che incessantemente attingono alla rete elettrica per la ricarica degli accumulatori: telefoni cellulari, antifurto, computer, videoregistratori, radiosveglie etc. necessitano di un piccolo ma continuo contributo energetico.

La produzione di acqua calda è affidata generalmente a scaldabagni elettrici, caldaie a gas del tipo ad “accumulo” od istantanee. In questo caso è possibile fare molto, sopratutto nelle zone del centro-sud Italia.